Pure io ho abboccato! I 10 posti migliori per pescare in Nuova Zelanda
Diciamo che pescare non e’ mai rientrato tra le mie passioni…. Anzi!!! Trovo che sia uno “sport” estremamente noioso in quanto devi aspettare per ore e ore prima che succeda qualcosa! A volte addirittura non succede proprio niente…e ne so’ qualcosa visto e considerato che spesso le nostre giornate di pesca terminano al banco frigo del supermercato! Per questo semplice motivo mi son sempre chiesta come mai a Chris, che non è il magnate della pazienza, piacesse così tanto…
Questa volta però mi devo rimangiar quel che ho detto perche’ cio’ non vale nel paradiso terrestre dei pescatori chiamato Nuova Zelanda.
Immensi e mozzafiato sono i laghi e fiumi che caratterizzano questa terra. Le sfumature che si presentavano ai nostri occhi erano le più varie… dal verde smeraldo all’azzurro fino ad arrivare al blu cobalto dell’Oceano. Ebbene si, proprio lui… l’OCEANO. Ci sarebbe da aprire un capitolo solo sulla magnificenza di quest’ultimo ma tante altre belle cose meritano di essere raccontate..per cui…torniamo a noi…..ah si..in Nuova Zelanda c’e’ proprio l’imbarazzo della scelta dove lanciare la canna da pesca, ovunque e’ l’ideale per godere di un’ottima giornata di pesca in un riquadro perfetto come da cartolina dove la natura regna suprema.
Passiamo poi ai confronti. The New Zealand…o Nuova Zelanda come la conosciamo noi italiani, possiede inoltre un grande vantaggio rispetto all’Europa. Vi starete ovviamente chiedendo quale sia visto che ho aggiunto l’aggettivo “grande” alla parola VANTAGGIO. Ora vi spiego: in queste terre o meglio, in queste acque non è presente uno dei predatori più temuti dalla specie ittica. Stiamo parlando del Luccio, pesce di acqua dolce che può raggiungere 1.30 m di lunghezza per i 20 kg di peso…in poche parole l’Hannibal Lecter di noi umani.
Inoltre il Dipartimento alla Pesca new zelandese monitora ed incarica ogni anno di introdurre grosse quantità di pesci nei fiumi e laghi per aiutare a rigenerare il numero di quelli rimasti dalla stagione di pesca anche se il bisogno di fare ciò non è dettato ne' dalla mancanza di esemplari dato che grazie alle condizioni ottimali, sia climatiche che ambientali, di questo paradiso favoriscono un sovrasviluppo della quantità ma soprattutto della qualità delle specie.
La tipica figura barbina se l’è fatta Chris, a riguardo, quando si è trovato a confronto con alcuni pescatori del posto. Si elogiava frivolamente di aver pescato trote di ben 30 cm in Italia…e intanto i pescatori se la ridevano sotto il baffo…spiegandogli pazientemente e umilmente che li non era nemmeno immaginabile di pescarne di quelle dimensioni poiché erano addirittura sotto la misura minima legale.. complimenti Chris! Il Sampei della situazione!!!!

Con il passare dei giorni non potevo certo negare a Chris la possibilità di pescare.. soprattutto dopo essere venuti dall’altra parte del mondo! Visto che un po’ mi annoiavo a guardarlo armeggiare con la sua canna da pesca in silenzio e meditazione, ho deciso (non so da dove è arrivato il pulpito) di mettermi di buona lena anch’io . La sorpresa è stata grossa quando dopo pochi minuti che la mia esca era in acqua e il mio galleggiante fermo li in mezzo, tutto colorato ma solitario, lontano più di qualche metro da quello di Chris, qualcosa abboccasse! Non ci credevo! O meglio…Chris non ci credeva! Due occhi sgranati modalità “vendetta” mi fissavano con aria di sfida. Tiè! Subito dopo un altro, un altro e un altro ancora….e il nostro carrello della spesa era colmo!La cosa che mi piaceva di piu’, non era tanto il pescare di per sé ma l’idea che alla fine della giornata avremo mangiato del pesce freschissimo ma soprattutto gratis!
Posso dire felicemente che anch’io ho “abboccato” a questo sport!
Non tutti i giorni erano produttivi ma quasi. Le specie che hanno abboccato alle nostre enze erano tra le più varie: trote iridee, trote salmonate, le brown trout ossia le trote fario, salmoni, il Kawahi ossia il salmone australiano e le Spotties (non so proprio questo come si traduca in italiano). Devo dire che per tutte queste provvigioni di pesce fresco, che erano all’ordine del giorno, dobbiamo anche ringraziare i pescatori del posto che ci hanno rivelato (solo dopo averli bombardati di domande) i segreti dei migliori posti dove pescare. È stato spesso come interpretare Don Chisciotte nella lotta contro i mulini a vento visto e considerato che spesso e volentieri questi pescatori, maestri del mestiere, volevano tenere per se i segreti della pesca.
Tenetelo un segreto per voi, ma qui vi riveliamo i 10 posti dove potete scommettere di trascorrere una giornata di pesca indimenticabile:
· Lake Taupo, le statistiche non smentiscono mai: è questo il posto migliore dove abboccano con più facilità le trote in tutta la Nuova Zelanda. Enormi è dir poco. La lunghezza minima che si può pescare è di 50cm e credetemi, si parla di trote da chili, non da etti! Noi, non volendoci accontentare della pesca facile e di pagare un permesso extra giornaliero di $30 solo per pescare in questo lago, ci siamo dati da fare nei laghi vicini dove la licenza non serviva;
· Bay of plenty e il Coromandel sono noti dagli amanti della pesca d’altura .Per pescare qui è proprio necessario possedere una barca! Noi però, anche senza barca, non siamo mai andati via a mani vuote, non sarà stata all’ordine del giorno la pesca delle trote…ma ce la siamo cavata spesso con una borsa piena di cozze…ottime per gli spaghetti allo scoglio! Tanto per restare in tema ovviamente!!!
· Mount Cook Salmon Farm , proprio ai limiti di questo allevamento di salmoni a pochi km dal lago Tekapo si può contemporaneamente pescare nello stesso canale idrico (non dentro le reti mi raccomando) e godere dell’ottima vista panoramica del monte Cook. Se le vostre doti di pescatori sono scarse o addirittura inesistenti non preoccupatevi! Potrete sempre recarvi nel negozio di questa farm che offre la vendita diretta di pesce fresco al pubblico.
· Il ruscello di Ngongotaha che sfocia sul lago di Rotorua è popolare soprattuttto per il fly-fishing; le acque di questo fiumiciattolo sono talmente trasparenti che si può vedere dove sono i pesci ma cio’ vuol dire che anche loro ti possono vedere e non credo proprio gli piaccia l’idea di essere serviti per cena. Ragazzi, credetemi, sono più furbi di quanto si pensi.
· Matakana coast sul Sandspit Channel durante la bassa marea e’ possibile raggiungere quasi il centro di questo canale attraversando per tutta la lunghezza la spiaggia. La parte più bella arriva quando l’alta marea comincia a indietreggiare e lentamente i pesci cominciano a saltare a livelli mai visti! Addirittura talvolta non serve nemmeno la canna da pesca per pescarli!
· Pohara Harbours vicino a Abel Tasman NP è una località ricchissima di salmone australiano. Abbondanti sono anche le mante che però non ci pensano due volte a spezzarvi senza fatica la lenza.
· Bullet River a Murchison;
· Opuha Lake , il favorito da Chris, visto che ogni volta che lanciava la lenza, abboccava subito qualcosa di grande!
· Moke Lake vicino a Queenstown…a proposito di chi dice che le dimensioni non contano….beh…io ci penserei due volte prima di dire una cosa così!
· The Dart River e Paradise Lake vicino a Glenorchy, due luoghi stupendi per godersi di un panorama incredibile nel totale silenzio della natura.
Ora anche voi sapete tutti questi preziosi segreti ma ricordatevi che prima di tirare fuori la canna e di lanciare la lenza in acqua dovete essere muniti della licenza stagionale che per la stagione invernale costa solo $60, un ottimo investimento direi! Vi consiglio vivamente e fermamente di aggiornarvi sempre sulle regole del posto in quanto cambiano di luogo in luogo anche i limiti minimi di ogni specie di pesce. Anche i locali pescatori non ci pensano due volte a controllarvi il “bottino” e per di piu’ se si tira in questione la “Didymo” un alga che minaccia di infestare le acque delle Nuova Zelanda. Per maggiori informazioni potete visitate questi siti www.fishingnewzealand.co.nz e www.fishandgame.org.nz .
Se vi trovate al momento giusto nel posto giusto potrete gustare anche delle specialità locali senza sporcarvi le mani ed incappare in qualche multa salata a uno di questi festival: la festa della cappasanta a Whitianga in agosto, il festival delle ostriche a Bluff in aprile e la sagra dei frutti di mare in Kaikoura a ottobre, buon divertimento e…..buon appetito!
Posted by Marta 19.11.09 0 comments Links to this post
Labels: nuova zelanda, Pesca
Nuova Zealanda, una terra da sogno
Molti viaggiatori, che gia’ hanno esplorato questa terra, ci avevano avvisato che la Nuova Zealanda e’ un paese di un’estrema bellezza naturale ma solo ora possiamo dire che nessuna parola puo’ descrivere quei paesaggi che avremmo attraversato. Guidare nell’isola del Sud e’ stato come essere costantemente dentro una cartolina, una di quelle che quando le ricevi dici “WOWW che bel posto”.
Il nostro itinerario e’ iniziato a Christchurch e in fronte a noi ci aspettavano 4500km per circumnavigare quest’isola in 4 settimane . Questa volta non abbiamo comprato la solita guida Lonely Planet ma ci siamo muniti solo di qualche cartina turistica stradale, fornite gratuitamente dai vari uffici d’informazione, visto che le strade non sono poi molte non potevamo certo perderci.
Banks Peninsula
La natura regnava suprema in tutto il nostro viaggio: dalle colline verdi dell’altopiano di Cantenbury, attraverso la regione di Mackenzie con imponenti catene montuose e la cima Mt. Cook, facendo un tuffo poi nel passato nell’era dei cercatori d’oro in Otago, passando per tranquilli laghi glaciali come quello super fotografato di Tekapo, inquietanti fiumi di un azzurro incredibile, silenziosi villaggi di pescatori lungo la costa selvaggia di Catlins, seguendo per panorami impressionanti d’acqua in Fiordland ( “la terra dei fiordi”) e i ghiacciai di Frank Josef e Fox, per poi arrivare alle spiaggie dorate, bagnate da un’acqua cristallina e affiancate dalle foreste tropicali nella regione di Nelson, tutta questa diversita’ senza bisogno di lasciare l’isola, semplicemente inimmaginabile.
Mosgiel
Per poi non menzionare i nostri incontri ravvicinati con gli animali selvatici che popolano questa terra: dal Kea, il pappagallo alpino dei fiordi, ai curiosi e dispettosi weka, un uccello incapace di volare, falchi che pattugliano le strade in cerca di un pranzo facile, pigre foche nelle rocce della costa di Otago che vengono disturbate dai buffi pinguini blue a numerose specie marine come immense razze, delfini e tappeti colorati di stelle marine.
La Nuova Zealanda, oltra che ad essere una terra dalla bellezza spettacolare, e’ luogo anche di citta’ pittoresche, come l’animata Christchurch, la citta’ universitaria di Dunedin, conosciuta anche per i suoi edifici Vittoriani ben preservati , Nelson, famosa per i suoi vini, e Queenstown, la capitale mondiale degli sport estremi, e la gente poi e' indescrivibilmente gentile.
E chi ha detto che l’autunno (da questa parte del mondo si tratta dei mesi di aprile e maggio) non e’ il periodo giusto per visitare questo Paese? Stupende giornate dal cielo azzurro e limpido, le cime delle montagne spruzzate di bianco e tuttavia giornate di sole con temperature piacevoli che si aggirano sui 15-18gradi e, la cosa piu’ bella in assoluto, che tutti questi luoghi meravigliosi erano riservati esclusivamente a noi, stupendo!
lago di Gunn - Fiordland
Possiamo proprio dire che questo nostro viaggio nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda si e’ rivelato una piacevole sorpresa percorendo paessaggi pittoresci ed incontamintati di una bellezza che toglie il fiato, anche se un po’ di tempo in piu’ non ci avrebbe guastato!
Posted by Marta 31.8.09 1 comments Links to this post
Labels: nuova zelanda
Direzione Australia del Sud: la Great Ocean Road
La citta’ di Torquay e’ l’accesso ufficiale di questo percorso, seguita dalla leggendaria Bells Beach, che ogni anno ospita competizioni mondiali di surf, non a caso proprio qui si trova il noto museo del surf, per poi serpeggiare fino a Warnambool.

Il tratto sicuramente piu’ famoso di questa rotta appartiene al parco nazionale di Port Campbell dove si possono ammirare varie suggestive formazioni rocciose i piu noti i Dodici Apostoli (Twelve Apostles), enormi colonne calcaree segno della forza impetuosa e distruttiva dell’oceano. Una volta raggiunta la terrazza di avvistamento di questa meraviglia naturale sono rimasta inizialmente un po’ perplessa in quanto i conti non tornavano: come dalla parola stessa me ne aspettavo di vederne 12 ma, non perche’ non ci vedessi bene o fossi brilla, ne sono visibili ad oggi solo 8 mentre le altre sono state portate via dalle onde. Stessa situazione e’ capitata all’arco roccioso di Island Archway che proprio settimane fa’, in pochi secondi, si è sbriciolato lasciando solo le due colonne.

Lungo il cammino non potevamo perderci i Koala a Cape Otway, parte della foresta pluviale dell'Otway National Park, anche se mi e’ venuto il torcicollo per vedere queste masse di pelo che dormono in cima agli alberi di eucalipto. Speravamo di scorgere anche i canguri all’Anglesea Golf Club, che invadono giornalmente i campi da golf, ma al nostro arrivo non si sono degnati di farsi vedere.
Altra luogo che ci hanno consigliato di visitare sono state le cascate di Erskine Falls, che se pur al momento di acqua ne scorre ben poca sono sempre suggestive. Lo stato di Victoria ha sofferto infatti negli ultimi mesi grossi problemi di sicita’ tanto e’ vero che il lago Colac, uno dei piu’ grandi laghi d’acqua dolce in tutto lo stato, e’ a secco da mesi! La cosa assurda e’ che contemporaneamente a nord nel Queensland ci sono state tragiche alluvioni.
Curiosita’:
· la Great Ocean Road e’ stata costruita ad opera dei soldati rientranti dalla Prima Guerra Mondiale sia per darne un’occupazione che come monumento ai caduti;
· se volete avere una visuale da brivido dei Dodici Apostoli al parcheggio di questa attrazione partono dei voli turistici che a partire da soli $99 a testa vi faranno prendere il volo per bensi’ 10 minuti;
· Melbourne e’ una citta’ moderna e multietnica, vale la pena soffermarsi un paio di giorni per assaporarne l’atmosfera frizzante ed amichevole che c’e nell’aria. Un tram gratuito fa il giro del centro e mi raccomando di fermarvi a Hosier Lane, una viuzza quasi introvabile, dove i muri degli edifici sono stati ricoperti da murals ma non ad opera di qualche bravata ma di noti artisti, delle vere e proprie opera d’arte, vedere per credere;
· al ritorno dalla Great Ocean Road deviate per la Peninsula di Mornington, raggiungibile da Queenscliff con una traversata di 45 min di tragetto (circa $68), e soffermatevi nella localita’ marina di Sorrento che ospita un bellissimo parco nazionale costiero. In alcuni mesi dell’anno proprio in questo stretto, Port Philip Bay, se siete fortunati si posso avvistare le balene franche alla ricerca di acque tranquille. In paese poi c’e un fantastico ristorante italiano, Joe’s Place, che da' del filo da torcere alla cucina di vostra mamma.
Posted by Marta 5.8.09 0 comments Links to this post
Labels: Australia, Great Ocean Road
Alla ricerca del paradiso perduto
A 5 ore e mezza da Bangkok si trova il Parco Marino Nazionale di Ko Chang , apparentemente altra gemma del Golfo della Tailandia. Cosi’ abbiamo preso il primo bus per Trat da dove ci siamo imbarcati sul tragetto per l’sola piu’ vicina di questo arcipelago a soli 45min dalla costa, l’isola omonima di Ko Chang. Come abbiamo messo piede a terra abbiamo avuto la sensazione che non avremmo trovato quell’isola che speravamo: una discussione con il taxista che voleva farci pagare un sovraprezzo in quanto il suo minibus non era al completo e i prezzi esagerati di Hai Sai Khao, la spiaggia principale di Ko Chang, ci hanno subito fatto pensare ad un’isola troppo commercializzata e invasa dai turisti .... non proprio la nostra idea di paradiso in terra.
Non ci aspettava che sperare solo che il mare e le spiaggie fossero all’altezza delle nostre aspettative, ma per questo avremmo dovuto aspettare il ritorno del sole all’indomani.
La mattina seguente, dopo aver noleggiato un motorino, siamo partiti all’esplorazione di Ko Chang e delle sue numerose spiaggie. Aime’, nessuna poteva competere con quelle di Koh Tao e, un po’ delusi, non ci restava che salire su un’altra barca dal porticciolo di Bang Bao ed inoltrarci in questo archipelago: prossima tappa Ko Maak anche se scongliata da tutte le agenzie di viaggio in quanto “fully booked” ma non c’era maniera per noi di restare qui. La cosa bella della Tailandia e' appunto che essendo cosi' economicamente accessibile se non ti piace un posto basta spostarsi, questa volta con poco piu' di 8 Euro a testa.
Sulla barca ci siamo trovati solo una decina di turisti. Arrivati a meta dopo un paio di ore, non abbiamo fatto tempo a scendere che gia’ siamo stati travolti dalla solita massa di portavoce delle varie strutture ricettive dell’isola in cerca di accalappiarsi qualche cliente e cosi’ la nostra ansia di rimanere senza un posto per dormire e’ subito svanita nonostante i prezzi delle varie resorts non ci lasciavano molta scelta.
Il tempo non era poi dei piu’ favorevoli e nei prossimi giorni non c’e restato che rilassarci sul nostro bungalow in riva al mare.

Posted by Marta 29.6.09 1 comments Links to this post
Labels: Ko Chang, Ko Maak, Tailandia
In bici per Ayutthaya
Alle spalle abbiamo lasciato il caos di Bangkok mentre, via via, le baracche acccatastate della periferia facevano spazio lentamente alla campagna isolata e tranquilla; a tenerci compagnia pero' ci hanno pensato madre e figlia tailandesi che durante tutto il tragitto cercavano ripetutamente di fare conversazione, ovviamente in tailandese e ovviamente non capendoci nulla, ma cio’ non le ha fermate, contente loro e per fortuna nostra il viaggio e’ durato solo 1ora e mezza.
Arrivati alla stazione di Ayutthaya siamo subito stati travolti dai soliti autisti di tuk tuk che insistevano per portarci al centro della citta’ apparentemente lontanissimo in quanto circondato da un fiume e raggiungibile tramite un solo ponte. Ormai esperti di questi trucchetti, abbiamo deciso come sempre di incamminarci a piedi con il nostro zaino in spalla per vedere quale fosse effettivamente la situazione. Solo qualche minuto dalla stazione e ci siamo ritrovati difronte a questo fiume.... ma nessun problema, dilemma risolto: a portarci dall’altra parte ci ha pensato un’ imbarcazione spartana che fa da navetta da sponda a sponda e, in pochi minuti e con soli 2 bath a testa (contro lo sproposito che ci sparavano i taxisti), ci siamo ritrovati dall’altra parte.
Alcuni dei templi che non ci siamo persi: il Palazzo Reale, il Wat Phra Mahathat, con la superfotografata testa del Budda intagliata nelle radici di un albero centenario, il Wat Ratchaburana, il Wat Phrarat, il Wat Si Sanphet, il Wat Lokayasutharam con la statua del Budda reclinato lungo 42 metri e qualche altro Budda abbastanza per farci girare la testa in una giornata. Ad ammirare questi templi anche degli enormi lucertoloni di un paio di metri che sembravano far parte anche loro della storia e che camminavo indifferenti sulla sponda del fiume. 
Posted by Marta 23.6.09 0 comments Links to this post
A spasso per Bangkok

Moltissima gente affolla i passaggi pedonali dove ovunque ci si imbatte in venditori di noodle, spiedini di carne, curry varie e gustosi insetti fritti insomma ce ne e’ per tutti i gusti e prezzi a partire anche da sole 1Euro e solitamente piatti abbastanza buoni, persino detto da uno che ha il palato delicato. Una cosa e’ certa: a Bangkok non si fa la fame dato che questi ristoranti all’aperto che consistono, nel migliore del caso, in poco piu’ di un cucina spartana mobile e delle sedie e tavolini di plastica servono i cibi piu’ speziati dalla mattina presto fino a notte inoltrata, basta chiudere pero’ un occhio o forse due sull’igene, ma se si soffre di stitichezza puo’ risolvere ogni problema.

Unica e’ inoltre una passeggiata nel getto turistico di Khao San Road dove si aggirano elefanti portati al guinzaglio per la passeggiata notturna, venditori di souvenir provenienti dall’antica citta’ di Chiang Mai e lady-boys che a volte si fa fatica a distinguerli e probabilmente molti l’anno scoperto troppo tardi!

Bangkok comunque rimane la citta’, a mio parere, capitale dei templi: Wat Phra Si Rattana Satsadaram dove resta il Buddha di smeraldo, the Wat Pho, casa del Buddha reclinato di 46mt, the Wat Suthat, Wat Saket e molti altri anche se il mio preferito e’ stato il complesso del Gran Palace. Costruti con un’architettura radicalmente diversa da quella europea, questi edifici sacri hanno un tetto molto spiovente dove al termine spicca un pennone che mi ricorda vagamente le barche vichinghe ed utilizzano un’estrema diversita’ di colori sgargianti come l’oro, il viola, il verde e l’argento per il decoro delle pareti. Questa architettura mi e’ cosi’ piaciuta che proporro’ a Marta di costruire la nostra casa in questo stile, immagino gia’ la sua espressione e la risposta:”ma sei impazzito?”
Posted by Christian 1.6.09 0 comments Links to this post
10 motivi per non lasciare Koh Tao

2 - snorkelling nella baia di Laem Thian. Di per se’ la spiaggia, a mio parere, non e’ niente di eccezionale in quanto si fa fatica a trovare uno solo spazio per un asciugamano tra una roccia e l’altra, ma la sua vera rivelazione e’ sott’acqua: una miriade di pesci colorati come il pesce pappaggallo, quello farfalla, pagliaccio, il pesce unicorno, anemoni di mare ed un tappetto di coralli si son aperti ai nostri occhi non appena immersi a pochi metri dalla costa; spettacalo ben visibile grazie a 5/10mt di visibilita’. La sensazione di sorvolare sopra un branco di un centinaio di siganidi e trovarmi faccia a faccia con il pesce piu’ grande che abbia mai visto in vita mia, forse uno pesce balestra di almeno un metro e mezzo di lunghezza che mi fronteggiava con la sua bocca dentata, sono state delle esperienze inimmaginabili che non dimentichero’ mai;

3 - il brivido di un possibile incontro ravvicinato con degli squali pinna nera della barriera.
In una delle nostre molte visite a Lame Thian non appena arrivati avvistiamo nelle vicinanze della spiaggia due barche di sommozzatori ed una coppia di snorkeler che gesticolava a grandi gesti sulla spiaggia. Incuriositi ci avviciniamo a questa coppia di olandesi che condividono con noi la loro emozione di aver avvistato poco prima 4 squali. Come non detto, Chris decide di trascinarmi in acqua nonostante in quel momento la visibilita’ era pessima: non si vedeva da un palmo dalla mano. In quegli attimi, mentre nuotavamo a caccia di squali, mi hanno avvolto un mare di emozioni contrastanti e indescrivibili: una vampata di adrenalina mi spingeva sempre piu’ al largo scrutando quell’oceano ora mosso e torbido per ogni piccolo movimento alla ricerca estrenuante di questi animali (da me’ sempre temuti) mentre, l’altra parte di me’, mi richiamava a rientrare in fretta e furia a terra ferma e girava lo sguardo impaurito, a mo’ di radar a 360°, captando ogni piccolo movimento pero’ alla fine.....;
4 - lo spettacolo mozzafiato della baia di Mango Bay con la sua spiaggia isolata di sabbia fine bianca, il suo mare cristallino e cosi’ calmo che non vedi l’ora di tuffarti;

5 - oziare nella spiaggia semivuota di Sairee. Essendo Koh Tao una delle mete piu’ gettonate per i divers durante il giorno la maggiorparte si trovano appunto in acqua e quindi nella lunga spiaggia rimangono solo poche anime;
6 - Koh Tao e’ riuscita a trasformare (momentaneamente) anche una pigrona come me in una “superwoman”: kayaking da Sairee Beach a Mango Bay e a Chaolok Baan Kao e’ stato estenuante ma altamente gratificante dalla bellezza della costa, dal mare e da tuffi in spiagge incontaminate come anche le numerose ore di trekking tra i vari sentieri che portano alle molte spiagge nascoste di Koh Tao, alcune raggiungibili infatti solo a piedi o via mare ma una cosa e’ sicura: ne valgono ogni sforzo!;
7 - i fuori pista con l’ibrido preso a noleggio nelle “strade” sterrate, sabbiose e ripide di Koh Tao (noleggio al giorno di sole 150/250B +o- 3/5Euro); attenti pero’ che al piu’ piccolo incidenti oltre a rimetterci le penne ci si rimette soprattutto il portafoglio;
8 - l’equilibrio perfetto che l’isola offre a noi visitatori: tuttavia non cosi’ commercializzata come Krabi o le isole vicine di Ko Samui e Pha-Ngan ma in ogni caso si trova tutto quello di cui si ha bisogno per una vacanza con tutti i comfort e, mentre durante il giorno c’e’ un’aria pacifica, dopo il tramonto si anima di parties lungo le spiaggie .... a tenervi svegli ci pensano poi i cocktails nei secchielli in versione “meglio non rimanere al secco”;
9 - i frullati rinfrescanti. Il nostro venditore preferito e’ un baracchino lungo la strada alla fine di Sairee Village dove abbiamo provato tutti i gusti, ahhhhhhhh;
10 - un oasis in un’isola da sogno: il nostro bungalow presso Sairee View Resort (http://www.saireeview.com/) sulla collina sovrastante Sairee Beach scoperto grazie al nostro amico Vincent. Noto per uno scheletro di balena in esposizione nella terrazza ma la vera attrazione e’ la sua atmosfera rilassante ed il suo setting in un giardino tropicale.
A tenerci compagnia Kao, il cucciolo dispettoso della resort, il nostro gieko, che non si faceva perdere una serata in compagnia in veranda, ed il nostro amico “spider” che mi prendeva sempre di soppiatto e che si muoveva nel soffitto del bungalow come “Mano” della Famiglia Adams (probabilmente aveva anche le stesse dimensioni). Dimenticavo, quando non ce la facevo piu’ della cucina speziata tailandese, mi davo da fare con la frittura di pesce e patatine fritte, ottime!

Posted by Marta 1.6.09 0 comments Links to this post


